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Il corso a ostacoli da Predator: un’audizione intensa
Dimitrius Schuster-Koloamatangi racconta che parte della sua audizione per Predator: Badlands prevedeva un vero e proprio percorso a ostacoli. Non si trattava di una semplice prova atletica: ha dovuto eseguire rotolamenti militari, saltare su e giù da piattaforme, scivolare lungo scivoli imponenti e lanciarsi su elementi sospesi. Più che correre per vincere, gli è stato richiesto di recitare per la macchina da presa, rallentare i movimenti e mostrare una performance cinematografica. L’esperienza gli è piaciuta molto e ha apprezzato le attività speciali organizzate per la stampa.
Prendere il mantello del Predator: pressione ed emozione
Salire su un ruolo così iconico porta con sé responsabilità e nervosismo. Dimitrius ha ammesso di aver affrontato la parte con il metodo che usa per qualsiasi lavoro: ricerca, costruzione del personaggio e dedizione sul set. È stato però un momento speciale quando si è seduto nella poltrona del trucco e ha incontrato Carly Maher, la truccatrice, grande fan della saga: la sua reazione e l’entusiasmo per la figura del Predator gli hanno fatto realizzare quanto questo personaggio significhi per il pubblico. Ha collegato l’importanza del ruolo al potere del cinema di raggiungere e toccare le persone, e ha usato la pressione come stimolo creativo, citando l’idea che i diamanti si formano sotto pressione.
Il doppio ruolo di Elle Fanning: Thea e Tessa
Elle Fanning parla della sfida di interpretare contemporaneamente due personaggi distinti: Thea e Tessa. Per Thea, la difficoltà principale è stata la componente fisica: scene con funi, esseri legati agli alberi, voli, salite in montagna e scene in corsa attraverso fiumi. Spesso si trovava a dover condividere lo sforzo fisico con Dimitrius, che indossava una tuta completa, aggravando la fatica e la gestione del corpo in scena.
Ma il film richiede anche precisione emotiva e ritmo comico: Dimitrius parla Yautja per gran parte del tempo, lingua in cui è fluente, mentre Elle doveva rispondere in inglese trovando la giusta cadenza comica. Inoltre, Thea è una synth targata Weyland-Yutani: un ruolo che richiede di mantenere un comportamento robotico ma al tempo stesso caratterizzato da una personalità riconoscibile, capace di stabilire connessioni in un mondo privo di umani.
Per Tessa la sfida è stata invece creare una figura drastica e distante da Thea: look, atteggiamento, espressioni facciali più contenute, una persona scientifica e metodica. Tessa è descritta come una “baddie” che però non si vede come malvagia: semplicemente porta avanti un compito, obbedisce agli ordini e tenta di completare la missione.
Come bilanciare i personaggi umani senza oscurare la creatura
Il regista Dan Trachtenberg aveva osservato che inserire un umano avrebbe rischiato di distogliere l’attenzione dalla creatura. La soluzione adottata da cast e troupe è stata quella di costruire una relazione forte e credibile tra i personaggi: il legame fra la creatura e Thea (o più in generale la relazione centrale del film) deve funzionare emotivamente in modo che il pubblico tifi per entrambi, senza che l’uno annulli l’altro.
Secondo Dimitrius, vedere il background del personaggio (citando il backstory di Deck che si apprende nei primi venti minuti del film) aiuta lo spettatore a fare il tifo per lui. Il risultato è una coesione narrativa in cui entrambe le parti—creatura e personaggi umani o synth—diventano ugualmente importanti per l’esperienza emotiva.
Consigli per chi interpreterà Predator o synth in futuro
Sia Elle che Dimitrius hanno lasciato consigli pratici per i futuri attori che dovranno affrontare ruoli simili:
- Dimitrius: prepararsi fisicamente. Fare allenamento e allenarsi per sostenere le richieste fisiche del ruolo.
- Elle: prepararsi mentalmente. Accettare che il lavoro sarà impegnativo e che ci saranno momenti in cui si potrebbe mettere in dubbio la scelta, ma ricordare che il risultato è spesso molto gratificante.
Entrambi sottolineano che, nonostante le difficoltà, interpretare questi ruoli è un’esperienza speciale: richiede dedizione, ma permette di contribuire a qualcosa che emoziona e intrattiene il pubblico.

